Conservare meglio
«Da consumarsi entro» e «preferibilmente entro» non sono la stessa cosa
Due scritte simili, due significati opposti. Capirle evita di buttare cibo ancora buono (e di mangiare quello che non lo è).
· articolo dimostrativo

Foto: Bretwa — CC0, via Wikimedia Commons (https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Food_into_a_refrigerator_-_20111002.jpg)
Sulle confezioni trovi due diciture diverse, definite dal Regolamento UE 1169/2011 sull'informazione ai consumatori. Confonderle è uno dei motivi più comuni per cui si butta cibo ancora buono.
«Da consumarsi entro»: è una data di sicurezza
È la data di scadenza vera e propria. Si trova sui prodotti molto deperibili: latte fresco, carne e pesce freschi, alcuni latticini, piatti pronti refrigerati.
- Dopo questa data il prodotto non va consumato, anche se sembra a posto.
- Va conservato esattamente come indicato in etichetta (di solito in frigorifero).
- Se sai che non riuscirai a usarlo in tempo, controlla l'etichetta: molti prodotti freschi si possono congelare prima della scadenza.
«Da consumarsi preferibilmente entro»: è una data di qualità
È il termine minimo di conservazione. Si trova su pasta, riso, biscotti, conserve, cioccolato, prodotti in scatola.
- Indica fino a quando il prodotto mantiene al meglio sapore, consistenza e profumo.
- Superata la data, se la confezione è integra ed è stata conservata correttamente, il prodotto in genere si può ancora consumare: osserva, annusa e assaggia.
- Scarta comunque confezioni gonfie, ammaccate in modo anomalo, con muffe o odori strani.
Tre abitudini che aiutano
- Primo dentro, primo fuori: quando metti via la spesa, sposta in avanti i prodotti più vecchi.
- Uno scaffale "da finire" in frigo, per quello che scade per primo.
- Pianifica una cena svuotafrigo a settimana: per esempio una torta salata svuotafrigo o una frittata di pasta.
Contenuto dimostrativo: per indicazioni specifiche su un prodotto fai sempre riferimento all'etichetta.